I candelotti erano in realtà otto e tutti pieni di polvere pirica
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Otto candelotti chiusi all´interno di un pacco e posizionati nei pressi di una cabina elettrica del Consorzio Autostrade Siciliane lungo la Messina Palermo.
L´allarme bomba che ha paralizzato per quasi tre ore la A/20 tra gli svincoli di Santo Stefano Camastra e Tusa, è scattato dopo le 13,30 di quando alcuni operai del consorzio hanno rinvenuto lo strano involucro adagiato di fronte al cancello di ingresso che porta all´area in cui si trova l´impianto che rifornisce l´elettricità ad una vasta zona autostradale ed il cui ingresso è possibile solo per il personale del Cas. Un tratto di viadotto a ridosso della galleria Guardia.
Gli operai hanno immediatamente chiamato i responsabili della sicurezza che a loro volta hanno avvisato la Polstrada segnalando la presenza di una dozzina di candelotti carichi di dinamite. L´intero tratto autostradale è stato quindi chiuso al transito e tutte le auto deviate sulla Statale 113. All´arrivo degli artificieri, invece, l´allarme è stato subito ridimensionato. I candelotti erano in realtà otto e tutti pieni di polvere pirica, comunemente utilizzata per i giochi d´artificio. Mancava anche l´innesco per la detonazione.
Nessuna ipotesi degli inquirenti tranne la costatazione che la Messina-Palermo, ogni giorno viene percorsa da decine di migliaia di mezzi su cui si trovano anche importanti personalità sia del mondo politico e giudiziario. Ma resta l´innocuo potenziale del contenuto che mette in discussione ogni tipo di ipotesi. Carabinieri di Mistretta, e Polstrada di Palermo e Sant´Agata Militello, giunti sul posto, non si sbottonano lasciando intendere che ancora non esiste una pista ben precisa. Le ipotesi svariano dal "messaggio" verso il mondo istituzionale a quella di una minaccia verso il Cas che negli ultimi mesi è stato al centro delle polemiche per la mancanza di interventi di manutenzione sulla rete autostradale.
Zito Martino