Gli albori del teatro greco

Nell'antichità il teatro greco fu il centro di aggregazione umana ed anche l'arte sociale per eccellenza, divenendone una vera e propria funzione di Stato. Dai ditirambi alle forme più evolute, dai semplici monologhi, ai veri e propri dialoghi; ne nasceranno indimenticabili racconti epici e commoventi vicende, che videro come protagonisti anche i comuni mortali. Furono opere senza tempo per le quali a distanza di due millenni, le loro storie coinvolgenti, si mostrarono a modello per i nostri comportamenti, continuando ancora a suggerirci la via della condotta semplice e della saggezza. Per le epoche anteriori, sappiamo dell'esistenza di certe forme teatrali nell'Egitto dei faraoni e possiamo immaginare che ogni popolo, giunto ad un certo grado di civiltà, contasse tra le sue manifestazioni culturali, fatti identificabili, come, rappresentazioni sceniche, mimate e cantate; cortei e cerimonie commemorative di miti nazionali. Fu nella Grecia antica, esattamente nella regione di Atene, l'Attica, che quegli elementi si arricchirono fino a raggiungere forme di teatro vero e proprio. Il Teatro nacque e si affinò poco alla volta; trasformandosi da manifestazioni popolari e religiose in forme migliori e complesse, come: le Tragedie o le Commedie. Da una forma iniziale il teatro acquisì gradualmente quella complessità e quella compiutezza sempre più rilevanti. Bisogna far risalire il primo embrione di teatro ad una Grecia di contadini e di pastori e immaginare la vita di quelle comunità, sottoposte, per il nutrimento e per la vita stessa, ai capricci della natura. Il bisogno di sentirsi sostenuti, di poter invocare qualcuno che prestasse loro aiuto, portò quegli uomini a personalizzare ogni evento della vita, a rendere piena la natura di dei e di spiriti. Si invocava Poseidone, il dio del mare, per evitare le tempeste; la Primavera, dispensatrice di fiori, le dee Demetra e Kore, per i frutti della terra, il dio Dioniso, per auspicarsi che la vendemmia fosse buona ed abbondante. L'annuale ritorno della Primavera, il raccolto del grano, la vendemmia, erano quindi occasioni agricole di fondamentale importanza per la vita dell'uomo, ed egli le celebrava con cerimonie che intendevano ringraziare il dio o la dea che la sua stessa immaginazione aveva prescelto a quelle vicende. Tra tutte queste feste, una in particolare, assunse un'importanza sempre maggiore, quella in onore di Dioniso.