Anche lassù volava il Signore dei cieli

Meraviglioso ed imponente, l'Avvoltoio Grifone, uno degli uccelli più grandi d'Europa visse e si riprodusse fino agli inizi della seconda metà del XX secolo anche sul Monte S. Calogero o Euraco a Termini Imerese. Gyps fulvus Linnè è il nome scientifico dell'Avvoltoio Grifone, Vuturuni nel dialetto siciliano; è stato fino agli anni Sessanta una costante nel panorama paesaggistico di Sicilia. L'Avvoltoio Grifone appartiene alla famiglia degli accipitridi ed è incluso nelle categorie dei più grandi uccelli d'Europa. Nidifica nelle cavità delle pareti rocciose solitamente la femmina deposita un solo uovo. La sua apertura alare può raggiungere i tre metri di larghezza per un metro d'altezza con un peso di circa undici chilogrammi. Il volatile essendo privo di artigli, peculiarità da consentirgli una salda presa nella cattura degli animali, ha l'attributo di essere un uccello necroforo e a buon diritto denominato "spazzino dell'ambiente" per l'apporto dato all'eliminazione di carogne, potenziali fonti di malattie contagiose. Il suo regime alimentare è basato sulla nutrizione di carne di carcasse d'animali che minuziosamente riduce a brandelli, attraverso il suo becco forte, tagliente e uncinato. La sua testa glabra agevola l'escavazione dei corpi durante il rituale del pasto, evitando di sporcarsi del sangue delle prede esanimi che avvista e punta dall'alto attraverso la sua acuta vista. L'Avvoltoio Grifone ha la capacità di librarsi per centinaia di chilometri in una sola giornata senza stancarsi grazie alle sue ali che sfruttano le correnti ascensionali. E' longevo, allo stato naturale può vivere fino a circa trent'anni, fuori dal proprio habitat può vivere fino a cinquant'anni circa. L'Avvoltoio Grifone fu presente soprattutto nelle zone montane dei Nebrodi o Caronie: nell'area delle Rocche del Crasto, in prossimità di Alcara Li Fusi e Longi, fin quando l'insensatezza dell'essere umano servendosi di esche avvelenate destinate all'eliminazione degli animali dannosi, ne divenne alimento mortale per gli stessi Grifoni, caratteristici necrofagi, portandoli così alla loro inevitabile e definitiva scomparsa. L′attenzione dell′opinione pubblica spinse gli Enti preposti a reintrodurlo nel suo habitat d'origine, unico insediamento faunistico dell'Italia meridionale, permettendone lo scambio genetico con le altre popolazioni del Mediterraneo. Agli inizi degli anni Duemila grazie alla reintroduzione progressiva e monitorata di diverse coppie provenienti dalla Spagna, l'Avvoltoio Grifone è ritornato a nidificare e a volteggiare sugli articolati costoni rocciosi. L'avvoltoio Grifone nidificava pure sulle balze del Monte S. Calogero, nel versante di Termini Imerese. Anche in questo territorio, sfortunatamente, le pratiche di zootecnia brada e l'uso di bocconi avvelenati finirono per condannarlo per sempre all'eclissamento. Ci auspichiamo che in futuro venga predisposto ed attuato un progetto per la reintroduzione di questa specie sul Monte San Calogero o Eurako con la sua Riserva Naturale Orientata. Si ringrazia per la foto il dott. Antonio Spinnato