L'età del Bronzo in Sicilia
- Termini Imerese,
- Attualità,
- Giuseppe Longo
L'età del Bronzo in Sicilia è caratterizzato da un'intensificazione di rapporti commerciali con le genti del Mediterraneo orientale ed inoltre sempre questo periodo è contraddistinto dalla ripresa commerciale nell'arcipelago eoliano. L'influenza orientale certamente ebbe anche questa volta un ruolo predominante: si assisterà ad un miglioramento economico grazie agli intensi rapporti tra la Sicilia e l'Egeo mentre l'industria litica, gradualmente, perdette la sua rilevanza fino sparire definitivamente. Le ricerche archeologiche si estesero anche nei territori della Sicilia occidentale, le indagini svolte portarono alla luce rilevanti siti: la Grotta del Ferraro, Montagna Vecchia, Cozzo Paparina, Monte Iato e i vari orizzonti stratigrafici nella Grotta dei Puntali, ottenendo così una prova tangibile sulla presenza umana anche in questo lembo di territorio e particolarmente nell'età tarda del Bronzo. La limitatezza dei sopralluoghi effettuati in quest'area, non ha permesso di tracciarne ulteriormente un quadro esauriente e circostanziato; pertanto si è in grado di tracciare una mappa approfondita del tardo Bronzo, soltanto per il versante orientale dell'Isola. Sulla base degli studi compiuti, l'Età del Bronzo è stata suddivisa in tre fasi: il Bronzo antico, rappresentata dal villaggio e dalla necropoli di Castelluccio, in prossimità di Noto, dalle tombe rupestri di Naro in provincia di Agrigento, di Partanna in provincia di Trapani e del villaggio di Capo Graziano a Filicudi nelle isole Eolie; Il bronzo medio contraddistinto dalle necropoli siracusane di Matrensa, di Cozzo Pantàno, del Plemmirio e della penisola di Thapsos sulla penisola di Magnisi nel comune di Priolo Gargallo in provincia di Siracusa; ed infine la tarda età del bronzo, contrassegnata dalla necropoli di Pantàlica il cui sito archeologico situato nei pressi di Sortino in provincia di Siracusa, include circa 5000 tombe del tipo a grotticella naturale. L'elemento distintivo sarà ancora una volta, il metodo di inumazione, che sfrutterà la natura geologica del territorio riunendo anche i diversi metodi di sepoltura importati dall'oriente, la disposizione dei villaggi e il tipo di vasellame, che pur presentando diversificazioni nelle facies locali manterranno una certa unità culturale.